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Paragrafo 9 . L'irreversibile crisi del centrosinistra.

     
Nel frattempo neanche il ritorno al centrosinistra, deciso dalla DC al
suo   dodicesimo  congresso  nel  giugno  del  1973,  aveva  riportato
stabilit politica. Un primo governo DC, PSI, PSDI, PRI, presieduto da
Mariano Rumor, formatosi nel luglio del 1973, si dovette dimettere nel
marzo del 1974, in seguito ai dissensi sulla politica economica.
     Nel  febbraio  dello stesso anno era intanto scoppiato  un  grave
scandalo  politico-finanziario, in seguito all'accusa mossa ad  alcune
compagnie  petrolifere di aver pagato tangenti ad uomini politici,  in
cambio  dell'adozione di provvedimenti legislativi ad esse favorevoli.
Lo scalpore fu enorme, anche
     
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     perch  vennero  coinvolti  sei  ex  ministri,  che  saranno  poi
assolti  dalla  commissione  inquirente, la commissione  intercamerale
incaricata  di condurre istruttorie per deliberare la messa  in  stato
d'accusa  dei  ministri  e del presidente della repubblica.  Sull'onda
dell'indignazione  suscitata nell'opinione pubblica  giunse  a  rapida
approvazione,   nell'aprile  del  1974,  la  legge  sul  finanziamento
pubblico   dei   partiti,   che  avrebbe   dovuto   contribuire   alla
moralizzazione  della  vita  politica, ma che  le  vicende  successive
dimostreranno essere stata del tutto inutile.
     Il  12  e  13  maggio  del  1974  si  svolse  il  referendum  per
l'abrogazione della legge sul divorzio; i voti contrari  ottennero  il
59,3%  e  la  legge  rest in vigore. Per la democrazia  cristiana  si
tratt  di un preoccupante insuccesso; i risultati della consultazione
rivelavano infatti che una parte dell'elettorato cattolico  non  aveva
seguito  le indicazioni della segreteria del partito e indicavano  che
all'interno  della  societ  italiana  era  in  atto  un  processo  di
liberalizzazione dei costumi e stava diminuendo il peso della  Chiesa.
I  conseguenti contrasti ai vertici della DC indebolirono il  governo,
gi  fragile  per  gli attriti tra i partiti della coalizione;  inizi
cos una lunga crisi, aggravata dalle tragiche vicende delle stragi di
piazza  della Loggia a Brescia e del treno Italicus, che  si  concluse
nel  novembre  del  1974  con  la formazione  di  un  governo  DC-PRI,
sostenuto all'esterno da PSI e PSDI e presieduto da Aldo Moro.
     Decisive per le sorti della maggioranza di centrosinistra  furono
le  elezioni  regionali e amministrative del giugno 1975,  alle  quali
parteciparono   per   la  prima  volta  i  diciottenni,   in   seguito
all'approvazione,  nel  marzo  dello  stesso  anno,  della  legge  che
abbassava  la maggiore et da 21 a 18 anni. Esse segnarono infatti  un
calo della DC (dal 37,9% delle precedenti regionali del 1970 al 35,3),
un  considerevole aumento del PCI (dal 27,9 al 33,4%) ed una  crescita
del PSI (dal 10 al 12%), che consentirono la formazione di maggioranze
di   sinistra  in  sei  regioni  (Piemonte,  Liguria,  Emilia-Romagna,
Toscana, Umbria e Lazio) e in molte delle pi grandi citt italiane.
     Un  primo  effetto  dei  risultati  elettorali  fu  l'elezione  a
segretario  della  DC  di  Benigno Zaccagnini  al  posto  di  Amintore
Fanfani,  cui  seguir  un  mutamento di  linea  politica.  Zaccagnini
infatti sosteneva la necessit di un rinnovamento del partito  ed  era
favorevole  al  confronto col PCI piuttosto che alla  contrapposizione
frontale.   Nuove   posizioni  vennero  assunte  anche   dal   partito
socialista,  il  cui  segretario Francesco De Martino  riteneva  ormai
conclusa   l'esperienza  del  centrosinistra,  essendo   maturate   le
condizioni  per equilibri politici pi avanzati, cio per  un  accordo
tra  DC e PSI che aprisse al partito comunista. Agli inizi del 1976  i
socialisti  ritirarono il loro appoggio al governo Moro, che  pertanto
si dimise.
     Il  nuovo esecutivo, un monocolore DC ancora presieduto da  Moro,
si  trov  ad  operare in una situazione resa decisamente  sfavorevole
dall'aggravarsi della crisi economica e dai contrasti  tra  i  partiti
per    la    presentazione    della   legge    sulla    legalizzazione
dell'interruzione  della  gravidanza.  A  ci  si  aggiunse  un  nuovo
scandalo politico-finanziario, in seguito alla scoperta che la societ
aerospaziale  statunitense Lockheed aveva pagato  tangenti  ad  uomini
politici  di diversi paesi per facilitare la vendita dei propri  aerei
Hercules  C-130.  In Italia vennero coinvolti due  ex  ministri  della
difesa,  il  democristiano  Luigi Gui  e  il  socialdemocratico  Mario
Tanassi,  e  il  presidente del consiglio Mariano Rumor;  quest'ultimo
venne assolto dalla commissione inquirente,
     
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     mentre  gli altri due furono rinviati al giudizio delle camere  e
da  queste  alla corte costituzionale, che assolver Gui e  condanner
Tanassi a due anni e quattro mesi di reclusione.
     Agli inizi di aprile un'articolo della legge sull'aborto, che  lo
qualificava  come  reato e lo ammetteva solo  in  caso  di  gravissimo
pericolo per la salute della madre, venne approvato con il voto di  DC
e  MSI;  questo  accentu i contrasti all'interno  della  gi  fragile
compagine governativa, tanto che alla fine del mese Moro si dimise. Il
1  maggio  il presidente della repubblica Giovanni Leone  sciolse  le
camere e indisse nuove elezioni.
